Recensione anonima

Un libro ben scritto, ma soprattutto importante, che sfugge alle categorie della letteratura, perché è una storia vera, che si legge come un romanzo, ma da cui si deve imparare come da un saggio. Una storia di speranza, ma nuda e cruda, dura, di droga contemporanea, raccontata senza eufemismi, da cui si capisce quanto facilmente si entra e quanto faticosamente si esce da abissi come il bosco di Rogoredo. Dovrebbero leggerlo adulti e ragazzi, discuterne insieme, nelle case e nelle scuole, perché Alice è figlia nostra. E Simone Feder, l’autore, è lo psicologo che l’ha aiutata a venirne fuori.

Commenti

  1. Ho letto il libro spinta dalla forte curiosità, sia perché è basata su una storia vera e sia perché sono una coetanea…è ipnotizzante, il racconto di Alice mi ha portata con se nel cuore del bosco e ne sono rimasta affascinata… nonostante il degrado e la miseria che lo circonda, soprattutto nei momenti più bui e crudi, ancora adesso non me lo spiego. Sono grata di averlo letto, mi ha dato consapevolezza e una visione diversa di coloro che affrontano la dipendenza.
    Grazie Alice e grazie Simone, un abbraccio.

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